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“personale” nasce il 30 aprile 2020 durante il lockdown per la pandemia da Covid-19 con un post su Facebook scritto in un momento di difficoltà lavorativa.

Lavoro in radio e in più di vent’anni credo di aver “saltato” al massimo 10 giorni: il CoronaVirus mi ha fermato per oltre 2 mesi. Sono una partita IVA e in una parte nascosta del mio cervello c’è sempre stata la paura che questo prima o poi sarebbe successo, ma ho sempre sepolto questo pensiero sotto l’energia mentale e fisica che ero in grado di mettere in quel che facevo; “perché dovrebbe capitare a me?” quante volte ci risuona nella testa questa domanda e quante volte facciamo finta di non sentire? Eppure può capitare, anzi capita.

In quei giorni ho provato rabbia (verso me stessa per non essermi preparata a questa eventualità) depressione (non farò più il mestiere che mi piaceva fare) e paura (e adesso cosa faccio? cosa posso fare?).

Sono partita da questa esperienza per raccontare che cosa il lavoro rappresenta per le persone; che cosa le donne e gli uomini pensano di sé in rapporto a quel che fanno per vivere: come ci siamo arrivati al nostro lavoro? ci riconosciamo in quel che facciamo? che peso ha il tempo del lavoro nel tempo della vita?

Che cosa ci muove quando usciamo di casa: una passione, un dovere, una vocazione o una mancanza di alternative, un’abitudine o una necessità? Le nostre scelte condizionano solo noi o anche altre persone?

Il lavoro è “personale” (aggettivo) perché è una cosa che riguarda la singola persona e le sue aspettative – ma è anche una questione collettiva quando si è o si ha “personale” (sostantivo) in un’azienda. Come lavoratori oscilliamo tra le due definizioni: il lavoro ci appartiene, fa parte del nostro quotidiano e spesso ci descrive, ma al tempo stesso abbiamo a che fare con altri da cui dipendiamo o che dipendono da noi cosicché le nostre scelte hanno dei confini.

“personale” è progetto indipendente che vuole raccogliere le testimonianze di chi – lavoratore, imprenditore, disoccupato o momentaneamente inoccupato – ha voglia di fermarsi qualche minuto a raccontare di sé e della propria esperienza; “personale” è solo audio perché vuole cogliere le sfumature delle voci senza la distrazione delle immagini; “personale” è una galleria sonora di persone, mestieri e pensieri.

“personale” parte offrendo all’ascolto assaggi delle singole storie che diventeranno un audio documentario. Iniziamo…